Lunedì il DXY, meglio noto come ICE Dollar Index, ovvero il contratto futures che viene utilizzato come principale indicatore del valore percepito dal mercato sul dollaro, oltre che il più utilizzato indice per capire l’andamento del commercio della moneta statunitense, è salito dello 0,7% il piú grande balzo dal 21 settembre, in scia all’elezione di Joe Biden con un copioso delta nei confronti di Trump e soprattutto per le notizie positive sul vaccino contro il coronavirus. 

Nonostante questo però lo stesso DXY ha rotto il supporto molto importante intorno a livello 95, questo a certificare un mutamento in atto nell’economia americana: di questo se ne era parlato ancora ad inizio Ottobre quando si era detto del cambio di marcia da parte della Fed in merito alla gestione dei tassi di interesse sulla base dell’inflazione.

In quell’occasione si era detto come il dollaro sarebbe stato visto con una visione neutra nel medio-lungo termine o addirittura ribassista, ora invece la direzione ribassista sembra leggermente più decisa infatti sia guardando i grafici, sia osservando alle leggi dell’analisi fondamentale. 

Questo detto poiché in quanto valuta anticiclica (con il comportamento tipico quindi dei beni rifugio, come lo Yen), il dollaro scende rispetto alla maggior parte delle valute mentre l’economia globale migliora, specie se con delle novità sostanziose in merito al vaccino che aumentano la positività nel mercato e diminuiscono il risk-off.

Oltre questo non si può non citare la nuova strategia messa in campo dalla Federal Reserve circa la possibilità di accettare livelli più alti di inflazione, intorno al 2%, e, cosa che di fatto renderebbe il dollaro meno interessante nel momento in cui i tassi Usa restino bassi, poiché la moneta avendo già un bassissimo valore nominale, ovvero il valore dato dal tasso di interesse, ha anche un bassissimo valore dal punto di vista reale, dal momento che è necessaria più moneta per acquistare uno stesso bene rispetto a, per esempio, l’anno precedente.

Nel frattempo in Europa la Lagarde ha annunciato che la Bce è pronta a tutto e utilizzerà Pepp e Tltro per espandere il supporto monetario all’Eurozona e combattere questa seconda ondata da Coronavirus, che sta mettendo ancora in difficoltà molti Paesi in Europa. In particolare Lagarde ha detto che la debolezza della domanda e il rallentamento economico attuale nel quarto trimestre 2020 e sul primo trimestre 2021 peseranno sull’inflazione, che dovrebbe rimanere in territorio negativo più a lungo di quanto si pensasse, questo renderà più debole l’Euro che però al contrario del dollaro si avvantaggia molto dei piani di crescita europei, il nuovo progetto sul regima fiscale legato al Recovery Fund, nonché la stessa emissione di Eurobond. Diciamo quindi che in un’ottica futura l’UE ha costruito delle valide basi per la ripresa.

Da un dollaro debole beneficerà anche l’oro, sempre in linea con quanto detto e asserito sull’oro.

Rimaniamo all’occhio e prestiamo attenzione al cambio Euro-Dollaro, poiché potrebbero esser rotte nuove resistenze.