Dopo due giorni di conteggi ancora in America non si ha la certezza di chi sia il vincitore delle Presidenziali, anche se, qualcuno la porta della Casa Bianca sembra averla già scavicchiata. Sembra, perché Trump ha detto che farà ricorso a qualsiasi mezzo per non lasciare andare nemmeno un voto, ed il problema è che lo faranno anche i Democratici. Non solo, l’esito deve ricevere l’accettazione da parte di entrambi i partiti quindi finché chi è in svantaggio non ammette di aver perso, si potrebbe andare avanti anche settimane. 

Gli investitori aspettano quindi di conoscere il vincitore, sperando soltanto che non sia contestato e che la sua nomina non venga ritardata ancora per settimane, se non mesi. Questo è proprio l’esito che i mercati non volevano e non vorrebbero.

Purtroppo in situazioni di questo tipo i mercati soffrono la loro più grande malattia, l’incertezza, e con l’incertezza aumenta la volatilità dei mercati, questa infine, viene alimentata ancora di più dalla crisi pandemica che stiamo vivendo. 

Gli unici che possono già gioirne sembrano essere i mercati azionari, infatti, il Dow Jones è cresciuto del +1,95%, l’S&P 500 del +1,95% e il Nasdaq del +2,58% e. questo per il semplicissimo motivo che il nuovo presidente, fosse Biden, non avrebbe i numeri per portare avanti alcune delle riforme promosse in campagna elettorale: su tutte, la tassazione per le big corporate, che avrebbe effetti negativi su prezzi e utili delle grandi società americane, in primis le tecnologiche che infatti hanno fatto fare un bel balzo al Nasdaq. Perché anche se l’incertezza per un possibile riconteggio dei voti sia nell’aria più del virus, il pericolo di avere i Democratici forti in entrambe le camere, o con voti sufficienti per far approvare la riforma, sembrerebbe scampato.

In tutto questo, la Fed avrà chiaramente un ruolo fondamentale perché senza interventi di stimolo fiscale toccherà alla politica monetaria dare supporto, ancora una volta. Questo significherà più quantitative easing,  quindi tagli dei tassi, e questa volta magari anche in territorio negativo, portando le autorità così a controllare la curva dei rendimenti.

Un vincitore invece, senza interessarsi al suo nome e al suo colore politico, è atteso dai mercati delle materie prime, in particolare quello dell’oro, perché sia Biden che Trump autorizzerebbero un pacchetto di stimolo fiscale che il Paese non può permettersi portando ancora di più la Fed a dare sostegno all’economia e i tassi di interesse reali a scendere ancora di più. 

Una sola cosa può rovinare i piani quindi: l’incertezza e la volatilità che avremo fintanto che Trump, salvo stravolgimenti di fronte, non accetterà la sconfitta. 

Uno scenario di voto contestato, infatti, tarderebbe l’arrivo degli stimoli e i mercati ne sarebbero impattati negativamente, e questo scenario temuto anche dal mercato delle materie prime porterebbe l’oro probabilmente a subire un calo nel breve termine poiché il rischio è di un brusco rialzo dei tassi reali, a causa del disinvestimento attuato per paura di un ritorno alla volatilità vista nei primi mesi di quest’anno.

Quindi a noi non ci resta che aspettare di avere la certezza di avere un vincitore e poi vedere come si muoveranno i mercati, in un momento di alta volatilità è meglio stare a guardare come il roller-coaster di prezzo e stare lontani dagli investimenti.