Dopo un periodo in cui abbiamo visto schizzare l’oro ai massimi, raggiungendo quota 2075$ per oncia, per la prima volta dopo un decennio, precisamente dal 2010, l’overall di acquisti e vendite per tutte le banche centrali si è chiusa in rosso. Questo significa che le banche centrali nel loro complesso prese tutte insieme hanno venduto oro, per la prima volta dal 2010, per un netto vendite di 12 tonnellate d’oro, quando nell’esatto terzo trimestre dell’anno scorso lo stesso netto era contrariamente un netto acquisti di futures legati all’oro di 142 tonnellate, almeno secondo quanto riportato dal World Gold Council.

A quanto riportato il trimestre sarebbe stato condizionato da una richiesta informale da parte di alcune nazioni produttrici di limitare gli acquisti d’oro, limitando così l’esplosione del prezzo oltre 2075$ per oncia, e favorendo le nazioni produttrici, che in questo momento sono limitate nella produzione d’oro per due motivi:

  • Considerando tutti i settori la domanda di acquisto d’oro per il consumo nell’ultimo trimestre è calata del 19% anno su anno fino ai minimi del 2009, e questo calo è principalmente dovuto alla al calo incredibile di vendite nel settore orafo mondiale, specialmente in India dove è calata del 50%, ma in larga parte anche in Cina;
  • Inoltre la produzione d’oro è rallentata del 3% rispetto all’anno scorso, e questo calo sembra principalmente dovuto ai permessi legati all’estrazione mineraria, persino considerando che nel post quarantena da Coronavirus siano stati rilasciati permessi per l’estrazione mineraria in nazioni come il Sud Africa.

Le vendite sono state maggiormente portate avanti dalle banche centrali di Uzbekistan e Turchia, rispettivamente i due istituti nazionali hanno venduto tonnellate d’oro per 34.9 e 22.3 tonnellate, ma addirittura la Russia ha effettuato le sue prime vendite dopo 13 anni di acquisti forsennati, il Gokhran è infatti l’istituzione governativa russa per la gestione dei metalli e pietre preziose possedute dal governo russo, questo è il fondo con la più alta riserva d’oro al mondo e può decidere di rimpolpare le casse russe con denaro proveniente dalla vendita di pietre e metalli nel caso in cui fosse necessario. 

Proprio sulla falsa linea del Gokhran, che in caso di bisogno vende per generare ricavi, non è così strano che gli stati guardino alle loro riserve d’oro per generare ricavi da andare a destinare alla salute pubblica piuttosto che ad investimenti per lo stimolo dell’economia interna o per sussidi ai cittadini. 

Nonostante questo rallentamento da parte dell’oro, del tutto fisiologico, rimane il trend ascendente di lungo periodo: infatti l’oro sembrerebbe attraversare un momento di ritracciamento e consolidamento prima di prepararsi ad un’altra fase espansiva. Proprio tale fase espansiva potrebbe verificarsi facilmente in queste settimane con le vendite dei gioielli nel periodo natalizio e soprattutto con nuovi lockdown alle porte. Gli stati faranno tutto il possibile, come detto più volte, per non dover ricorrere alla chiusura generalizzata delle attività ma tutte le contingenze che potrebbero spingere l’oro rimangono valide.